
(di Gianfranco Paris) - Ho letto con sorpreso stupore su L'Espresso del 4 gennaio, nella rubrica Provocazioni, l'intervento di Alessandro De Nicola. Si tratta di una analisi del tutto astratta della realtà carceraria, realtà che il signor De Nicola dimostra di non conoscere affatto nella sua triste concretezza.
Egli afferma che sbaglia chi sostiene la necessità di una amnistia e di un indulto perché “ il delinquente razionale fa un calcolo implicito e moltiplica il beneficio che riceve dal commettere un delitto per la pena che gli viene comminata e la probabilità di essere beccato e di scontarla: se il risultato è positivo violerà la legge”. In questo caso il crimine paga e si è incentivati a delinquere. Infatti le carceri - continua il De Nicola - si riempiono di nuovo subito e quindi è giusto che i provvedimenti di clemenza non si prendano.











