
L'uragano Earl è sbarcato sulle coste statunitensi del North Carolina, ma l'impatto si è rivelato meno potente rispetto a quanto previsto.
Earl, che si sta ora dirigendo verso il New England e il Canada, e' stato declassato da categoria 4 a categoria 2, anche se l'allerta resta.
Da fonti locali non risultano vittime o danni, solo una delle strade lungo la costa e' stata allagata. Certamente, e fortunatamente, la situazione è meno grave di quanto previsto.



Dal mondo
E' stato presentato nel padiglione italiano all'Expo di Shanghai, il nuovo portale del turismo italiano in lingua cinese. 'Yidali Ni Hao', 'Ciao Italia' (all'indirizzo www.yidalinihao.com) è stato creato dal Ministerodel Turismo italiano e lanciato ufficialmente in occasione della festa nazionale, anche se è on line già dal 27 maggio. Il sito, si legge nella presentazione, "é una finestra dedicata al popolo cinese per dare uno sguardo all'Italia, con tutto quello che può offrire attraverso i suoi panorami, sapori e colori".
La Grecia è paralizzata oggi da uno sciopero generale contro le misure di austerità, che debbono essere votate domani dal parlamento, e per chiedere che i responsabili della crisi siano puniti.
Dopo le manifestazioni e l'astensione dal lavoro proclamata ieri dal sindacato dei dipendenti pubblici Adedy e da quello comunista Pame, la protesta si trasforma oggi in sciopero generale con la discesa in campo della confederazione del settore privato, Gsee. Lo sciopero generale, il terzo dall'inizio della crisi e il primo dopo l'annuncio delle nuove misure di austerità, paralizza il paese oscurato da un black out informativo, a causa dello sciopero dei giornalisti, e bloccato dallo stop al traffico aereo, ferroviario, marittimo e urbano (questo parziale per consentire l'arrivo dei manifestanti).
Il Pcl ha espresso la propria solidarietà ad Emergency e a Gino Strada contro quella che definisce "la montatura imbastita dalle autorità afghane e dalle forze militari di occupazione. Non a caso sullo sfondo della escalation militare e dei bombardamenti sui civili" "Le inverosimili accuse di 'terrorismo' contro i medici volontari sequestrati - si legge nel comunicato - le voci poi smentite circa una loro 'confessione', l’assenza delle minime condizioni di garanzia per gli arrestati, misurano la natura di quel regime afghano che l’Italia sostiene nel nome della 'democrazia'.
Un regime fondato su corruzione, frodi elettorali, arbitrio poliziesco.
Uno dei due "baby killer" che nel '93 uccisero a Liverpool un bambino di due anni, condannato all'ergastolo e rimesso in libertà condizionata nel 2001 con una nuova identità, è stato nuovamente rinchiuso in carcere per violazione delle prescrizioni alla sua libertà. Jon Venables, 27 anni, nel 1993, quando aveva appena dieci anni, insieme al coetaneo Robert Thompson rapì in un centro commerciale di Liverpool James Bulger, di appena due anni. I due bambini torturarono il piccolo e lo uccisero a colpi di mattone e spranga, poi abbandonarono il cadavere sulla ferrovia.
Manca tutto ad Haiti, tranne i cadaveri. A tre giorni dal devastante terremoto che ha colpito l'isola caraibica radendo al suolo la capitale Port-au-Prince, i primi soccorritori si sono trovati di fronte solo scene di morte, devastazione e saccheggi, mentre mancano ancora all'appello un centinaio di italiani e si teme per la sorte di almeno due di loro. "La situazione è anche peggio di quanto mostrano le tv. Mancano acqua potabile e cibo, le vittime sono ammassate in strada", ha detto l'ambasciatore di Haiti a Roma, Geri Benoit, in un'intervista all'Ansa. Parole profetiche le sue: gli aiuti cominciano ad arrivare ma la gente è esasperata e alcuni scelgono la più macabra delle proteste: secondo un fotografo del settimanale americano Time, per le vie di Port-au-Prince sono stati eretti blocchi stradali utilizzando le macerie e i cadaveri che ancora aspettano una sepoltura.
Devastata da quattro scosse tremende - la prima, più forte, di 7,0-7,3 gradi Richter - nel pomeriggio di ieri (poco prima della mezzanotte italiana), la capitale di Haiti Port-Au-Prince, due milioni di abitanti, si è trasformata in un attimo in una distesa di rovine, un'enorme nube grigia di polvere con migliaia di persone inghiottite sotto le macerie. Con il calare della notte, mentre i soccorritori hanno cominciato a reagire in ordine sparso, la città è diventata una macchia di oscurità totale, popolata di spettri accasciati sulle strade senza sapere dove andare. L'ipocentro delle quattro scosse è stato ad appena 10 chilometri di profondità.
Sono considerati dei veri e propri "prigionieri" dell'ambiente in cui vivono: al 2050 potrebbero arrivare a essere oltre 200 milioni, oggi (in base a stime sul 2010) dovrebbero essere almeno 50 milioni senza contare i 192 milioni di persone che non vivono nella loro terra di nascita, pari al 3% della popolazione mondiale. Sono i profughi del clima. Rifugiati, per scappare, dai cambiamenti climatici,
Poco importa la prospettiva: cattedrale nel deserto di una politica economica di eccessi malamente inciampata sulla crisi finanziaria globale, o fenomenale manovra di marketing per ritornare a cavalcare mercati ed immaginari internazionali, Burj Dubai, il grattacielo più alto al mondo, che sarà inaugurato questa sera a Dubai, rimane l'icona di quella sfrenata intraprendenza che in meno di un decennio ha innalzato l'emirato dalle sabbie del deserto ai piani alti dei personaggi e degli affari che contano. Seppur in bilico sulle ancora irrisolte turbolenze finanziarie, Dubai accenderà i riflettori sul monumento alle proprie potenzialità, 800 metri di orgoglio in vetro e acciaio,








