
Si chiuderà stasera, venerdì 23 Luglio, alle ore 21.30, presso il Chiostro di San Francesco, al Liceo Scientifico “Carlo Jucci” di Rieti, la rassegna cinematografica estiva presentata dal Circolo Arci Underground nell’ambito del progetto InkiostrArci 2010. Sarà proiettato il film commedia di Radu Mihaileanu “Il Concerto” opera importante che racconta, attraverso le vicende del più grande direttore d'orchestra dell'Unione Sovietica all'epoca di Brežnev, Andreï Filipov, e dei suoi amici musicisti, la condizione esistenziale degli ebrei che vissero per quarant'anni nel totalitarismo.
Andreï Filipov è un direttore d'orchestra deposto dalla politica di Brežnev e derubato della musica e della bacchetta. Rifiutatosi di licenziare la sua orchestra, composta principalmente da musicisti ebrei, è costretto da trent'anni a spolverare e a lucidare la scrivania del nuovo direttore del Bolshoi. Un fax è destinato a cambiare il corso della sua esistenza: il Théâtre du Châtelet ha invitato l'orchestra del Bolshoi a suonare a Parigi. Impossessatosi dell'invito, riunisce i componenti della sua vecchia orchestra e li conduce sul palcoscenico francese sotto mentite spoglie. Scordati e ammaccati dal tempo e dalla rinuncia coatta alla musica, i musicisti accoglieranno la chiamata agli strumenti, stringendosi intorno al loro direttore. La loro vita e il loro concerto riprenderà da dove il regime li aveva interrotti.
Andreï Filipov e i suoi orchestrali sono idealmente prossimi agli artisti che durante il regime di Brežnev si macchiarono dell'onta del dissenso e furono cacciati dal paese con l'accusa di aver commesso atti antisovietici. Costretti a vivere nei campi di lavoro della dittatura o additati di fronte al mondo e al loro Paese come parassiti sociali, i protagonisti del film riposero gli strumenti per trent'anni e ripiegarono su esistenze dimesse e mestieri svariati. Il regista rumeno li sorprende in quella vita (ri)arrangiata e offre loro l'occasione del riscatto artistico e della reintegrazione nel loro ruolo.
Nel 2010 il film ha vinto i Premio César per la migliore musica da film e per il miglior sonoro ed è stato premiato come miglior film europeo da entrambi i maggiori riconoscimenti cinematografici italiani, i David di Donatello e i Nastro d'Argento.