
Al Qaida ha rivendicato la responsabilità per il rapimento della coppia di italiani in Mauritania attraverso un messaggio audio datato 27 dicembre e diffuso oggi dalla tv satellitare al Arabya.
Nel messaggio, Slah Abu Mohammed, che si definisce responsabile media del gruppo Qaida per il Maghreb, spiega che il rapimento e' da considerarsi una risposta ai ''crimini compiuti dal governo italiano in Afghanistan e in Iraq''. Sul sito Internet di Al Arabyia compare inoltre una foto della coppia un una zona desertica con alla spalle cinque uomini armati di mitragliatrice col volto coperto. E' visibile il volto di Sergio Cicala (siciliano di 64 anni), mentre quello della moglie Philomene Kabore e' oscurato.
IL RAPIMENTO DEI DUE ITALIANI - Sono due gli italiani rapiti in Mauritania: Sergio Cicala di 65 anni e la moglie Filomen Kabouree, originaria del Burkina Faso di 39, che erano in viaggio nella parte sudorientale del paese: il loro minibus e' stato trovato abbandonato, la carrozzeria e le gomme crivellate di proiettili, a pochi chilometri di distanza dal confine con il Mali occidentale. I due vivono a Carini, in provincia di Palermo. La figlia Alexia ha detto di aver avuto conferma del rapimento dall'Unita' di crisi della Farnesina ''dopo numerose insistenze'' ed ha rivolto un toccante appello al ministro degli esteri Franco Frattini perche' ''avvii urgentemente i contatti con i sequestratori'' e per avere ''notizie sulle condizioni di salute - ha detto - di mio padre e di sua moglie''.
Quindici anni fa, il 3 gennaio 1994, Sergio Cicala era stato ferito in modo lieve dall'esplosione di una mina mentre, a bordo di una jeep e con altri turisti, era in viaggio tra il Ciad e il Niger. In quell'occasione era morta una turista finlandese. Secondo fonti della sicurezza mauritane che hanno voluto restare anonime, e' piu' che probabile i due ''siamo stati sequestrati'' da un gruppo armato collegato ad al Qaida.
Il minibus su cuo viaggiava la coppia era sul ciglio della strada che collega Aioun (Mauritania) a Kayes (Mali), abbandonato a una ventina di chilometri dal confine con il Mali, nel dipartimento mauritano di Kobenni, a pochi chilometri dalla localita' di N'Eissira. In tutta l'area le forze di sicurezza della Mauritania sono state messe in stato di massima allerta. Secondo alcuni osservatori locali, si tratta senza dubbio di un sequestro compiuto da uomini dell'organizzazione al Qaida nel Maghreb islamico. Gli stessi, si pensa, che il mese scorso hanno rivendicato il rapimento di tre cooperanti spagnoli, presi in ostaggio in Mauritania ed ora prigionieri in Mali, insieme a un francese che era stato sequestrato a fine novembre nella citta' di Menaka, nel nord del Mali.(ansa.it)